mercoledì 14 novembre 2007

cuore biscottato

Questa è la storia di un salame che non era come gli altri. Da quando era nato nel suo primo frigo nido tutti gli altri salami lo avevano sempre preso in giro. Loro infatti erano tutti grassocci, pieni di insacchi e rossi di carne cruda però lui era diverso, infatti, era un salame di cioccolato. Nessuno gli aveva mai detto che fine avessero fatto i suoi genitori o perché dovesse vivere quell’esistenza così fredda priva di alcune figure importanti come ad esempio gli zii, i cugini o i fratelli. Di amici ne aveva tanti e tra quelli era sempre andato d’accordo con i piselli surgelati che chiamava con affetto “Pises” mentre loro di rimando lo apostrofavano con il sopranome “Ciocchi”. A Ciocchi piacevano i suoi amici Pises (erano tanti quasi 1000 e tutti verdi pisello) primo perché fatta una battuta ridevano tutti quanti avendo lo stesso senso dell’umorismo, era troppo spassoso! Secondo, perché erano quelli buoni non di marca e quindi essendo più genuini capivano meglio le emozioni di quel salame così solo. “Insomma ragazzi io non ne posso più di tutti questi insulti, che cosa vogliono da me quei sacchi di grasso. Ho capito sono dolce e non salato, marrone e non rosso, biscottato e non ripieno ma anch’io ho il diritto di essere un salame come gli altri!” diceva Ciocchi ai Pises che rispondevano all’unisono “Lo sappiamo e crediamo che alla fine tu ti senta solo. Sai noi non siamo mai soli viviamo sempre tra nostri simili, comunque ti abbiamo procurato una teglia di sola andata per un frigo in periferia. Potresti andartene per un periodo cercare i tuoi simili, tornare con loro e fare vedere a quei porchi che razza di salame sei!”. Ciocchi prese la teglia e tornò nel suo angolino, guardando il ghiaccio si immaginò un mondo di cioccolato dove nessuno era discriminato. Stanco si mise a letto rimboccò la carta velina e dormì con la speranza che ormai riempiva il suo cuore biscottato. Il giorno dopo, Ciocchi, tornando dal lavoro (per il quale si faceva letteralmente a pezzi) incontrò sulla via per il frigo i “Lupi” ovvero la banda dei 13 peggiori salami carnuti che sempre lo sbeffeggiavano. “Allora zuccherino? Sei stato a trovare i tuoi amici Bignè, quelli tutti carini pieni di panna e un po’ dell’altra spiaggia? Non sei degno di chiamarti salame, perché non te ne vai a quel congelatore!?” Ciocchi non rispondeva ma col cacao negli occhi continuava a camminare, intanto però, quei bravi avevano già preparato il loro vile assalto lanciando uova a pioggia sul dolce salame che spinto dal peso cadde di faccia sul pavimento umiliato nel profondo. Rimase qualche attimo in quello stato ricoperto di tuorli e proprio in quel mentre quasi si fosse creata una connessione più potente del tempo e dello spazio si rese conto che esistevano tanti suoi simili, chiudendo gli occhi riusciva a vederli a sentirli; le loro voci i loro sentimenti, anche loro cercavano compagnia, giustizia e gli davano forza, era bellissimo. Ciocchi si rimise in piedi più potente che mai, i bravi continuavano a tirare tuorli che si fracassavano sul suo corpo marrone, lui però forte di quella speranza ritrovata continuava a camminare verso i suoi nemici “I tuorli sono inefficaci! Ragazzi lanciatene di più grossi, arretriamo!” gridavano alcuni ungheresi mentre altri pieni di paura scappavano via sbraitando “Quella cosa non è un salame di cioccolato, è un MOSTROOO”. Ciocchi recuperò alcuni dei suoi biscotti più fedeli e li lanciò con estrema precisione sbaragliando il nemico che ormai cadeva vinto e ripieno di pasta frolla. Poi, gravemente ferito dai tuorli che contagiavano il suo sangue zuccherino arrancò dai Pises, i quali lo raccolsero svenuto sulla soglia del freezer. Ciocchi riaprì gli occhi a fatica “Dove sono? Cos’è successo?” “Hai fatto fuori tutta la banda dei “Lupi”, sei arrivato fin qui in fin di vita ricoperto di tuorli, c’era il rischio di una embolia zabaionica ma ti abbiamo salvato.” risposero i Pises “Cosa avrei fatto io?!? Ma come avrei potuto? Quelli sono dei duri e io sono un dolce per la miseria!” “Beh Ciocchi ti raccontiamo la verità per quanto strana. Comunque ti stanno cercando ti abbiamo nascosto qui ma devi andartene al più presto”. Giorni dopo Ciocchi si riprese, raccolse la sua nuova teglia e al tramonto, sfruttando la luce soffusa, lasciò la casa “Sai già dove andare?” gli domandarono i Pises “Sì, questa ingiustizia deve finire, cercherò i miei simili e ci riprenderemo ciò che è nostro”. Ciocchi varcò la soglia e si sentì solo ancora una volta, nascondendo qualche lacrima caramellata, se ne andò col sole arancione senza voltarsi.

francesco


Nessun commento: